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“…giudizio finale”, la voce di Neuvillette risuonò chiara in tutta la sala del tribunale, dichiarando il condannato colpevole. Il suo potere era evidente, ma l’attenzione di tutti era catturata dal Creatore che giocava con i capelli di Neuvillette. Anche il condannato, un semplice ladro di pane, sembrava ipnotizzato dalla scena. Il pubblico, invece di seguire il processo, osservava con gioia il Creatore. Neuvillette, pur mantenendo la sua autorevolezza, si ritrovò a ripetere la sentenza, distratto dal gioco. Una volta terminata l’udienza, Neuvillette, stanco, si rivolse al Creatore: “…Vostra Grazia, non credo che giocare con i miei capelli fosse necessario. È la prima volta che nessuno presta attenzione a me…sono scioccato che la vostra presenza abbia distratto tutti”











